Recensione: Gone Girl – L’amore Bugiardo (no spoiler)

GONE GIRL, from left: Ben Affleck, Rosamund Pike, 2014. ph: Merrick Morton/TM & copyright ©20th

Quando Amy (Rosamund Pike) scompare, il tranquillo paese del Missouri dove lei e suo marito Nick (Ben Affleck) stavano vivendo viene profondamente scosso; non solo per il mistero che circonda la coppia, ma perchè Amy ha ispirato una serie di fumetti “The amazing Amy” che l’hanno portata ad essere fenomeno nazionale, attirando così un’accanita attività mediatica.
Che fine ha fatto la giovane donna? Qual è il ruolo del marito nella vicenda?
E’ di questo che parla Gone Girl, l’ultima fatica di Fincher.

Allo spettatore verrà svelata la verità poco per volta, giorno dopo giorno ci si potrà fare un’idea sui due protagonisti e sulle loro vite, sui loro caratteri e sentimenti; non mancano però colpi di scena che ribalteranno più volte la verità e che ci faranno preferire un personaggio all’altro.

Ben Affleck, per quanto inespressivo in molti film in cui recita (a tratti anche in questo), riesce a caratterizzare il personaggio di Nick abbastanza bene in quanto personaggio ambiguo e pieno di presunti segreti; Rosamund Pike invece recita molto bene ed entra nel personaggio in modo impeccabile, caratterizzandolo in modo preciso e assolutamente credibile.

Fincher (dopo l’esperienza di regista per due episodi della fortunata serie House of Cards), riesce a dirigere la prima parte del film in modo magistrale: fino a quando verrà svelata la verità su Amy a circa metà dell’opera, il film si evolve in modo sempre più accattivante riuscendo a catturare lo spettatore in un susseguirsi di colpi di scena e segreti svelati, in un crescendo di tensione e curiosità a dir poco vincente.
Nella seconda parte del film il ritmo cala e la lunghezza della pellicola inizia a farsi sentire (149 minuti); l’interesse inizia a scemare e così anche il montaggio si fa meno serrato e la fotografia prende colori decisamente più chiari e caldi. Se infatti nella prima parte abbiamo una fotografia cupa, opprimente e fredda  per farci provare quel senso di angoscia in cui si vive nel paese della donna scomparsa, nella seconda parte i toni sono decisamente più rilassati e sereni nonostante questi aggettivi non rispecchieranno ciò che accadrà nella pellicola.

La sceneggiatura è  scritta da Gillian Flynn, autrice del romanzo da cui è stato tratto il film; solida e ben strutturata, la storia non lascia nulla al caso e spiega allo spettatore quasi tutto, per appianare i dubbi ed il senso di confusione che si potrebbe percepire durante il film.
Mascherata da perfetto thriller, la pellicola è una riflessione sul matrimonio e le difficoltà dell’amore: è davvero per sempre? E se il matrimonio rovinasse quella sintonia che la coppia possiede da fidanzati? Forse la comunicazione è tutto, se forse Nick si fosse interessato alla vita della donna che una volta amava tutto ciò non sarebbe successo. Coronato da una conclusione agrodolce, il film trasforma il vero “io” dei protagonisti che viene smascherato per quello che realmente è, finendo per descrivere due personaggi positivi e negativi contemporaneamente,distruggendoli e salvandoli insieme: non si potrà scegliere di preferirne uno rispetto all’altro.

Menzione speciale per la colonna sonora di Trent Reznor, angosciante e perfetta per il film.

In conclusione si può affermare che Fincher si dimostra ancora una volta un buon regista che riesce a fare il suo lavoro molto bene, creando un film curato e credibile con un’ottima fotografia ed una regia elegante e sontuosa, precisa ed interessante. Il film è consigliato a tutti, merita la visione soprattutto se si vuole capire come si costruisce e come si dirige un buon thriller, o più semplicemente per godere di un buon film diverso dal solito.

Recensione: Gone Girl – L’amore Bugiardo (no spoiler)ultima modifica: 2015-01-05T14:34:25+01:00da cinemozione
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