5 motivi per preferire Poltergeist del 1982 al nuovo remake

E’ finalmente uscito nelle sale italiane il remake del film “Poltergeist” del 1982. Sarà all’altezza della pellicola precedente?

1- Meno orrore, meno paura, qualche spavento.

Solo sporadici spaventi per coloro che si accingono a vedere il nuovissimo Poltergeist, diretto da Gil Kenan e che vede tra i protagonisti Sam Rockwell. Questo remake sembra adattarsi alla nuova tendenza dei film horror che concentra i suoi momenti di paura in brevi e prevedibili momenti di spavento, in cui la musica si alza e qualcosa appare all’improvviso per scatenare quella reazione di sgomento ahimè momentanea e spesso nemmeno sensata. L’ansia diminuisce subito dopo questi piccoli climax che spesso risultano anche inutili, senza uno scopo nello sviluppo della storia.

Poltergeist

2 – Momenti morti senza emozioni

Sebbene sia evidente il tentativo di Gil Kenan di tenere lo spettatore in un costante stato di ansia e di mistero (come d’altronde ci aveva abituato Tobe Hooper nel suo Poltergesit) , troviamo troppo spesso intermezzi di poca importanza o che non rendono l’idea di quel terrore continuo che chiunque entri nella casa infestata dovrebbe provare. Siamo incredibilmente invece messi davanti a delle gag comiche che distruggono completamente l’atmosfera cupa e opprimente che dovrebbe esserci in un buon film dell’orrore. Gli sceneggiatori riescono anche a inserire una storia d’amore totalmente inutile allo sviluppo della trama e che distrae da ciò che dovrebbe essere in primo piano, ovvero il terrore.

3 – Un orrore senza ribrezzo e senza dolore.

Poltergeist di Tobe Hooper è stato prodotto da Spielberg, che come ogni buon produttore oltre alla qualità cercava il guadagno: per questo motivo il regista, nel 1982, si vide costretto a diminuire la dose di sangue e splatter presenti nel film, sotto pressione di Spielberg stesso che voleva un horror aperto a più fasce d’età e che non avrebbe scandalizzato il pubblico dell’epoca. Certo Spielberg non è uno sprovveduto e non vieta in modo totale l’utilizzo di scene forti: un horror deve terrorizzare, non solo spaventare. Così il alcune famose scene ormai divenute un cult vediamo una bambina avvolta da sangue e organi, una donna posseduta che si arrampica sul soffitto, un viso che perde la pelle.
In questa nuova trasposizione non troviamo niente che faccia ribrezzo, niente che rimandi al sangue, niente che possa far inorridire lo spettatore. Nessuno si fa male, i poltergest dovrebbero essere violenti ma sembra si divertano di più a spostare oggetti e rompere sedie, non escono più dalle bare come scheletri come nel primo ma sembrano mostri informi che spuntano da una strana melma nera.

4 – Confusione e dettagli non approfonditi.

Come nel primo, anche in questo troviamo una descrizione su chi o cosa siano questi fantasmi e che cosa vogliono davvero. Addirittura in questo nuovo film riusciamo a intravederli, ma la scena risulta un po’ confusa e poco chiara. Come se non bastasse gli sceneggiatori sembrano abbiano ritenuto superfluo approfondire alcuni dettagli, come l’albero davanti alla casa o il pupazzo del pagliaccio presente in due misere scene, o il mondo dei poltergeist.
Il finale è inoltre totalmente irreale: ci troviamo davanti ad un finale degno quasi di una commedia ed i protagonisti non sembrano minimamente provati dall’orrore che hanno sperimentato sulla loro pelle (al contrario del primo film).

poltergeist pagliaccio

5 – Personaggi  poco convincenti.

Passiamo infine alla debolezza minore (eppur presente) della nuova pellicola: è evidente la presenza di personaggi poco convincenti e poco approfonditi. Un esempio su tutti il padre, che passa da essere uno svogliato disoccupato ad un padre affettuoso, da scontroso a disperato in pochi secondi senza però che gli sbalzi di umore siano causati dall’orrore o dalle terribili esperienze che deve sopportare. Appaiono così confusi anche i personaggi, caratterizzati in modo approssimativo.

5 motivi per preferire Poltergeist del 1982 al nuovo remakeultima modifica: 2015-07-07T15:47:26+02:00da cinemozione
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